venerdì, 26 giugno 2009

Morti di Serie B

 

Mentre il mondo intero si appresta a piangere Michael Jackson...(che noia..)

Saluto e rendo omaggio a Sky Saxon, cantante e bassista dei Seeds, garage rock band anni 60s.

Grande perdita......

 

Pushin' Too Hard

http://www.youtube.com/watch?v=cmHTyLBIZ1g

giovedì, 25 giugno 2009

soltanto dopo 3 giorni...

 

"La provincia non lo permette più"....!

Sarebbe stato piu' carino sentir dire un...la provincia propone o...che ne so...un "d'ora in poi vi saranno questo tipo di alternative". E invece no, niente.

Benvenuta estate,

e..

benvenuto Podestà.

 

lunedì, 11 agosto 2008

IL BLOG ABBANDONATO...

Questa è la conclusione di un blog,

che è stato abbandonato dalla sua blogger ormai da mesi..

Avevo semplicemente voglia di mettere una coda al tutto.

Di salutarvi e ringraziarvi tutti quanti.

Con affetto.

e.

giovedì, 24 gennaio 2008

MAESTRA MAESTRA COME SCOTTA LA MINESTRA!!!

Scusate qualcuno di voi mi sa dire come si postano i video di youtube su splinder?

Io non so se sbaglio qualcosa..ma proprio non ce la fo..!!

lunedì, 24 dicembre 2007

mon amour, mon ami.

Giallo. Giallo. E ancora giallo. Giallo a intermittenza regolare. Giallo zafferano, come dice la Bertè. Luci giallo zafferano ma non nel cuore, sul volto. Ed io tutta sdraiata sul sedile posteriore. Tutta rannicchiata su me stessa. Si parte.. Via.
Gli occhi sono chiusi.. alla ricerca del sonno che fa giungere prima alla meta. Ma i bagliori dei lampioni in fila indiana dell’autostrada, sono come delle star che vivono e smaniano per aver attenzioni. Attraversano le palpebre comunque. Indiscreti e sfacciati. Luci.
Quando s’arriva?
Quando s’arriva? Dormi!
Siamo arrivati? Dormi. E io dormo.
E poi la mattina. E gli sparti traffico colorati. Fioriti. File interminabili di oleandri rosa e fuxsia.
E il vociare delle cicale agli autogrill. Due settimane l’anno di oleandri. Solo due.
Due settimane l’anno di scambio di sguardi col mare. Scambio d’odori. Il mare m’annusa e sballa. Sono il suo iodio.
 
   Io viaggio sempre. Elena viaggia sempre. Se non lo fa fisicamente lo fa con la mente. Torna indietro, va avanti..stop. Elena è un po’ come una cassettina che si manda indietro per riascoltare una canzone.
Una canzone da viaggio magari.
Ci son persone che vibrano, che sono costantemente in movimento. Che ti si muovono da dentro. Sono come gli oleandri, le due settimane d’oleandri estivi. Persone a cui non devi chiedere, perché son già seduti sul tuo stesso treno, a fianco a te. Persone a cui non devi spiegare, perché già sanno.
O forse son anche questi solo dei verosimili viaggi mentali, perché io mi sposto troppo.. forse. Boh, non so.
Ogni tanto pero’ vorrei fermarmi; alla domanda siamo arrivati, mi piacerebbe sentirmi dire di si. Per esempio questa notte vorrei essere un pacchettino rosso lucido appoggiato sotto l’albero di natale di qualcuno. Con un grosso fiocco giallo in testa. Giallo zafferano. Vorrei essere il suo desiderio d’arrivo, la smania che si ha quando si straccia la carta da regalo. Ecco vorrei essere la smania di Natale.
Ma ti prego babbo natale, consegnami al bambino giusto pero' questa volta.
Auguri a tutti.
Con amore,
E.

Elena oggi consiglia Virginie Ledoyen - Mon Amour, mon ami http://it.youtube.com/watch?v=j0xYzvlnJFE
lunedì, 12 novembre 2007

La sindrome della numero 2 . . .

Cosa succede se:

di domenica mattina..

svegliandoti casualmente un'ora prima del solito..

mentre esci...e vai nel bar sotto casa a fare colazione...

becchi il tipo che TI VUOLE scopare... (cioè è lui che tampina..)

e che anche tu quasi quasi CI STAI PER STARE..(epperchenno' è veramente bono ...)

passeggiare con:

- cane

- moglie (?)

- passeggino + bambino/a di qualche mese ?

NO WAY....

Io ho cambiato marciapiede...e me son magnata 2 brioches... (che fra l'altro facevano anche cacare...)

Elena sconsolata consiglia... http://it.youtube.com/watch?v=JHfh3pOTT4Q  

 (..quando sono triste mi guardo sempre i video anni 90, perchè alla fine così trovo un sacco di buoni motivi per andare ad impiccarmi nel cesso con i sacchetti igienici per gli assorbenti..)

giovedì, 08 novembre 2007

A P. con amore eterno.

Mettere via.. come si mette via un libro, ormai letto, ma da prestare a qualcuno, per far si che emozioni nuovamente.
Mettere via.. come si mette via un maglione al cambio di stagione. Non è più tempo per te.. per ora.Fai caldo.
Mettere via.. come si mette via un cavatappi, dopo che ha stappato il tuo attimo di felicità.
Mettere via.. come si mettono via i giocattoli all’ora di pranzo. Nessuna distrazione quando si mangia. E ogni cosa ha il proprio orario.
Mettere via.. come si mettono via i soldi, risparmiando. Non si sa mai cosa ci può riservare il futuro.
Mettere via.. come si mette via l’abito della domenica. Una indumento giusto per l’occasione giusta.
Mettere via.. come si mette via l’arrosto avanzato. Non si butta niente. Scaldato è anche più buono..
Mettere via.. come si mettono via le vecchie cartoline, o lettere. I ricordi sono sempre piacevoli se ripresi in mano negli anni successivi..
Mettere via.. come si mette via un numero di telefono utile. Di un idraulico o un muratore. La persona giusta al momento giusto.
Mettere via.. come si mettono via indirizzi di ristoranti o alberghi. I consigli degli amici, sono a loro volta cari amici.
Mettere via.. come si mettono via i semi delle piante. Per la stagione sucessiva.
Mettere via.. come si mette via un morto.
E’ sbagliato dire mettere via un morto. Mettere via ho abbondantemente dimostrato che implica un recupero dell’elemento in questione.
Un morto non lo si recupera. Le preghiere, l’aldilà, la vita ultraterrena, la felicità dopo la morte…ci voglio credere ma non cambiano le cose. La persona messa via non ritorna. Solo rabbia. Quella si.
Buttato via come un morto. Ingiustamente.
 
 
Addio, dolce piedino che tenevi il tempo.
Addio.
martedì, 06 novembre 2007

Saulo perchè mi perseguiti?

No non sei più tu
E la memoria impertinente mi riporta là
a una ragazza fra la gente smagliante di libertà.
Le parolacce le risate le corse e poi tu mia
se fossi un altro uomo direi: poesia.
E quando con un salto tu sei piombata tra le braccia mie
ti sei spogliata senza trovare né scuse né bugie
e quando per scherzare dissi "Quanto vuoi?"
Tu rispondesti seria "L'amor che puoi!".
 
Ricordo quando ricevetti in dono quel mangiacassette nero.
Di quelli belli, era il mio regalo di Natale del resto.
Aveva il tasto grosso rosso da premere in contemporanea con play, per registrarsi.
Ed io proprio per registrarmi l’avrei dovuto utilizzare. Per riascoltarmi mentre cantavo o suonavo la chitarra ricevuta in dono nei Natali precedenti..
Per me sempre “regali da grandi”, pensavo superba, sebbene avessi a mal la pena 8-9 anni.. Ma erano comunque diversi Natali che ricevevo effettivamente “regali da grandi”. Infognata con la musica già d'allora.. i miei spendevano ogni anno in strumenti o simili.
Il registratorino andava provato. Poveri idioti. Non sapevano che quell’arnese sarebbe divenuto da li a breve il loro peggiore incubo. Ricordo che mia madre e mia zia, entrarono nello stanzino “salottino-frigo” di mia nonna a frugare fra i vecchi astuccetti in pelle con la clip, alla ricerca di qualche vecchia cassetta su cui potervi incidere la giornata…
Ne trovarono una, arancione. Fine anni 70.
Quella cassetta divenne con il tempo una mia amica. La mia cara amica.
 
Ricordo che per attimi si trasformarono tutti in bambini, ansiosi di sentir per la prima volta la loro voce registrata. Si sa, non la si riconosce mai. O ci si sembra inevitabilmente dei deficienti.
Ed io, sdraiata sul divano coi fiorellini della nonna, ero intenta in un insistente rec-rewind , rec-rewind… Fu un bel Natale. Dopo una giornata intera a ricoprire con le mie registrazioni moleste il chiacchierare dei parenti, mi ritrovai ad essere l’unica bambina nella stanza. Si sa il gioco è bello quando dura poco, e tutti, dopo i primi 5 minuti di curiosità ritornarono ad essere adulti. Fieri ed alteri.
La vuoi finire con quel coso? Mamma mia come sei fastidiosa.
 
Non ferirmi no, non farlo mai più.
I baci tranquillizzanti mi buttano giù.
Tu vuoi mostrare a tutti l'amore che c'è fra noi,
una medaglia al valore che da sola ti dai.
 
La mia amica cassetta, cantava sempre questa canzone di Battisti. Non so perché, ma io avevo un’attrazione morbosa per questo pezzo. Per quel tratto di testo che era sopravvissuto alle mie seccanti registrazioni. La riascoltavo compulsivamente. Forse perché parlava di amori che cambiano col tempo. O di tette. E si sa, per un bambino le parole sporche hanno sempre il loro fascino.
Passarono le settimane, i mesi, e la canzone della fattoria dello zio Tobia ia ia oh, venne interrotta dalla giornalista del tg che annunciava l’arresto di Nicolae Ceauşescu.
Me lo ricordo come fosse ora.
Seduta sulla finestra della nonna col viso appoggiato ai vetri appannati, mentre la tv parlava di sotterranei e di morti. Il mio silenzio. La giornalista deve essere ancora intrappolata nella mia cassettina arancione fine anni 70. E anche Ceauşescu con le sue vittime. Dovrei averci ancora da qualche parte i miei ostaggi imprigionati. Potrei cercarli, e liberarli…riascoltando il tutto, o riregistrandoci sopra qualcosa. Ma il registratorino non esiste più.. ed io amo fermare il tempo. 

mi offri la fedeltà su un piatto decorato da mille attenzioni
come dire "hai comprato e ora godi le tue prigioni"
Vola la mia mente a qualche anno fa
a una esplosione dirompente di vitalità
a quando per punir quel moralista dell'ultimo piano
tu improvvisamente gli mostrasti il seno!
E quando ancor piangendo per l'emozione tu
cantando Fratelli d'Italia gridasti "io non ti lascio più!"
e la violenza con la quale mi abbracciasti un giorno,
un giorno quando non conoscevo questo rosa inferno.

Elena consiglia: http://it.youtube.com/watch?v=dBpYhBunD_s